Evoluzione e analisi del movimento

Il movimento è un atto comportamentale di tutti gli esseri animati. Dove c’è la vita c’è il movimento.

L’uomo, gli animali e il mondo vegetale si muovono o assumono atteggiamenti posturali che sono il frutto di una condotta motoria caratteristica della specie.

L’uomo cammina, gesticola, salta, corre, parla, usando meccanismi muscolari complessi che va prendendo fin dalla nascita. Gli animali volano, strisciano, galoppano ecc., i vegetali hanno altre forme di movimento stimolate dalla crescita e dalla fotosintesi. Tutti questi movimenti sono le condotte motorie. Le possibilità motorie quindi sono diverse tra le diverse specie e nell’ambito di ogni specie variano in rapporto ai vari stati evolutivi.

Il bambino ha condotte motorie che sono diverse rispetto all’adulto e questi a loro volta si differenziano dall’anziano.

l-evoluzione-dell-apparato-locomotoreLa scienza che analizza il movimento è la kinesiologia, però negli ultimi anni molte altre discipline scientifiche hanno elaborato modelli di studio del movimento. Si può dire che attualmente il movimento è stato studiato secondo dei modelli:

  • Biomeccanico;
  • Neuromotorio;
  • Filogenetico;
  • Psicomotorio;

Il modello biomeccanico

Studia il movimento attraverso il lavoro muscolare, le leve di forza, le resistenze, la gravità ecc.

Da questi studi derivano tutte le metodiche di rieducazione funzionale, di potenziamento muscolare di ginnastica medica o sportiva.

Il modello neuromotorio

Sfrutta lo studio del sistema nervoso centrale e periferico quindi le inibizioni e le facilitazioni neuromuscolari, l’innervazione reciproca, l’irradiamento, gli stimoli sensoriali.

Modello filogenetico

Lo studio del movimento secondo l’ottica filogenetica ha portato i neurologi alla costruzione di ipotesi di movimenti su schemi di cui l’uomo avrebbe usufruito nel corso della sua evoluzione (schemi dei riflessi atavici).

Questi riflessi presenti alla nascita nel neonato umano normale spariscono gradualmente mano mano che matura la sua motricità volontaria.

Modello psicomotorio

Gli studi delle propriocezioni del corpo, della gestualità, dell’espressione corporea, le percezioni spaziali, temporali e sensorie in genere, hanno dato origine alla costruzione di metodologie riabilitative motorie e del linguaggio dette della “psicomotricità”.        

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Concludendo: si parla di movimento secondo determinati modelli perché i ricercatori si sono serviti di indirizzi di ricerca specifici secondo i loro obiettivi.

In realtà però il movimento o, se vogliamo la motricità è molto più complessa e possiamo dire che è unica e investe un po’ tutti i campi finora esaminati, perché alla fine non si analizza il movimento umano ma “l’uomo in movimento”.

Graziella Pesoni