La pratica Yoga autunnale

Lo Yoga e le stagioni Di Manuela Buontempi

 

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Benvenuto Autunno!

L’Equinozio del 23 settembre segnerà ufficialmente l’inizio della nuova stagione.

L’autunno nella tradizione popolare è considerata una delle stagioni più belle, la più ricca, perché rappresenta il momento in cui possiamo raccogliere e godere dei frutti del lavoro estivo nei campi e mettere da parte le risorse per affrontare il lungo inverno.

I colori oro e rosso di cui si tinge la natura intorno a noi sembrano proprio voler esaltare questa abbondanza e questa ricchezza.

Tuttavia l’autunno porta con sé una vena nostalgica e malinconica:

“ Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”, recitava Ungaretti, a sottolineare la caducità di questo momento dell’anno. Un  momento di transizione durante il quale dobbiamo imparare dagli alberi l’arte del lasciare andare: così come essi  lasciano cadere le foglie che si abbandonano al suolo per trasformarsi e tornare a nuova vita, così noi dobbiamo lasciare andare tutto ciò di cui non abbiamo più bisogno. Tempo di bilanci in cui la vera nostalgia sta nell’accettare che ci sono parti di noi e della nostra vita che devono ‘morire’ per lasciar spazio al nuovo. Se siamo disposti ad accettare questo, l’autunno si trasforma in un momento quasi magico in cui nuove idee, nuovi progetti e nuove emozioni prendono vita.

Per creare spazio  è fondamentale abbandonare  ogni resistenza e rigidità tanto nella mente, quanto  nel corpo e nell’anima.

E in questo lo Yoga, lo sappiamo, è un grande maestro !

E cosi’ come cambiano le stagioni, cosi’ cambia la nostra pratica ed è fondamentale adattarla alle trasformazioni in atto nella Natura che si riflettono come uno specchio sui ritmi e sulle le necessità del nostro corpo.

La pratica Yoga autunnale

Secondo la medicina ayurvedica la salute del nostro corpo dipende dall’equilibrio dei Dosha.

I dosha rappresentano la nostra tipologia costituzionale, che è diversa per ogni individuo e nasce dalla combinazione degli elementi aria, acqua, terra, fuoco ed etere. I tre tipi Dosha principali sono Vata, in cui predominano Etere ed Aria, Pitta in cui predominano Fuoco e Acqua e infine Kapha in cui predomina l’Acqua.

Sebbene ognuno di noi debba tener presente la propria tipologia, nel periodo autunnale predomina VATA, con le sue caratteristiche di leggerezza, spazio e volubilità.

Malinconia, spossatezza, sensazione di instabilità, difficoltà di concentrazione, insonnia, disturbi alle prime vie aeree  sono solo alcuni dei sintomi predominanti.

La  pratica Yoga in questo periodo dell’anno non ricercherà la forza e la fisicità delle Asana, quanto piuttosto morbidezza e fluidità  e sarà particolarmente attenta all’ascolto del proprio corpo  e delle proprie emozioni. La filosofia autunnale della pratica sarà il “lasciare andare”: rinunciare alla ricerca di perfezione, alla paura di non riuscire, agli attaccamenti che ci vincolano al passato impedendoci di procedere verso un futuro migliore.

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Asana ‘Radicanti’ saranno fondamentali per contrastare la sensazione di instabilità e lavoreranno sulla parte bassa del corpo in corrispondenza di primo e secondo chakra, ovvero degli organi di eliminazione, per migliorare i transiti intestinali nell’ottica del ‘lasciare andare’ di cui abbiamo sottolineato l’importanza.

L’utilizzo di Pranayama attivanti (ad es. il Respiro Ujjaii) e purificanti (ad es. Kaphalabhati) stimoleranno l’attività cardiaca e quella polmonare combattendo anche eventuali allergie stagionali.

Prediligeremo nel suo insieme  una pratica rilassante e ‘riscaldante’ per sciogliere la muscolatura e le articolazioni che sotto l’influsso di Vata risulteranno essere più rigide e più sensibili.

Se fino a questo momento ci siamo soffermati sugli aspetti più ‘problematici‘ dell’autunno e su come affrontarli grazie allo Yoga, vogliamo concludere questa piccola introduzione alla stagione che sta per cominciare, sottolineandone la bellezza e valorizzando l’armonia della Natura che si abbandona al suo stesso destino di realtà in continuo divenire. Nulla muore davvero, ma si trasforma e ci insegna che il cambiamento fa parte della vita.

Ogni stagione ha i suoi doni e l’autunno porta con sé tanta abbondanza, i frutti del raccolto senza i quali non saremmo in grado di sopravvivere all’inverno. L’autunno diventa cosi’ una grande occasione per riscoprire, anche attraverso lo Yoga e la meditazione, la bellezza della GRATITUDINE: ringraziare per ciò che abbiamo ci radica nel qui ed ora e ci apre ad un flusso di abbondanza senza fine.

Buona pratica a tutti. E che sia una meravigliosa stagione !

Namastè.

Manuela