POSTURA

POSTURA: SPESSO NE SENTIAMO PARLARE MA COSA SIGNIFICA? DA CHE COSA È REGOLATA?

piani nello spazioNella sua evoluzione, l’essere umano acquisisce progressivamente diversi stadi posturali che hanno come meta la stazione eretta. I differenti atteggiamenti corporei, chiamati anche posture, si definiscono in funzione dei rapporti che si stabiliscono tra il tronco e gli arti. La loro stabilità dipende dalla capacità del soggetto di mantenere la proiezione del baricentro nel poligono d’appoggio. Un atteggiamento è equilibrato solo se esiste appunto un equilibrio tra le forze che si oppongono, come: la gravità, le pressioni e le spinte che il soggetto subisce da parte dell’ambiente, le modificazioni di posizione dell’appoggio e le forze che tendono a mantenerlo, (organizzazione architettonica dello scheletro osseo, la resistenza viscoelastica del tessuto muscololegamentoso, gli aggiustamenti tonici posturali di correzione che appartengono all’attività muscolare automatica).
Tutto avviene come se ci fosse una rappresentazione interna della postura iniziale che fa da riferimento. I fattori che tendono a modificarla trovano anche un’attività muscolare capace di annullarli. In ogni caso gli atteggiamenti presi dal corpo differiscono da un soggetto all’altro e variano anche nello stesso soggetto, in funzione: della carica emotiva (la gioia o il lasciarsi andare influiscono sul modo di stare in piedi); dell’attività sociale (l’attenti militare non assomiglia certo all’atteggiamento dell’operaio al suo posto di lavoro); del momento dell’azione (un atteggiamento è soltanto una fase nel tempo di un’attività che può sia cominciare che finire).
La stabilità della postura è assicurata dalla funzione di equilibrio. Il centro di gravità è soggetto a continue oscillazioni nei diversi piani dello spazio.
nevrasseLa coordinazione dei movimenti è regolata in modo incosciente da una serie di centri sistemati per tutta l’altezza del nevrasse. Per armonizzarla, entrano in gioco diversi fattori: il sistema sensitivo, che registra e trasmette in modo permanente tutta una serie di influssi il cui intervento è una condizione indispensabile alla realizzazione del movimento; il cervelletto, la cui parte nel meccanismo della coordinazione è di primo piano; il labirinto, che interviene nella statica e nell’equilibrio aggiustando i movimenti e gli atteggiamenti reciproci dei diversi segmenti corporei; la vista, che permette l’aggiustamento posturale in funzione dei bisogni di adattamento al mondo esterno.
L’insieme di questi sistemi è regolato in maniera definitiva dalla corteccia cerebrale.

“il movimento può essere considerato come una successione di posture. Si può realizzare soltanto sulla base di un atteggiamento posturale a breve o a lungo termine prima e durante la sua esecuzione”. (Jackson)

Graziella Pesoni